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PERGINE VALSUGANA

 Trento, Trentino-Alto Adige Südtirol
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Stemma di Pergine Valsugana
Alla scoperta di Pergine Valsugana

Il comune di Pergine Valsugana si specchia nelle acque del lago di Caldonazzo ed è dominato dalla grossa mole del castello medievale edificato sulla sommità del colle del Tegazzo. La fortezza, un magnifico esempio di architettura alpina delimitata da due cinte murarie - sulle quali s'innalzano una torre cilindrica e due quadrate -, domina gran parte dell'Alta Valsugana dalla sua posizione privilegiata. Oggigiorno il maniero ospita al suo interno un albergo e un ristorante. La località montana dista pochi chilometri da Trento ed è inserita in una pregevole cornice naturalistica, circondata dalle cime della valle del Fersina – o valle dei Mocheni - in un territorio ricco di risorse idriche tra fiumi e bacini lacustri. Una delle mete turistiche più apprezzate è la frazione di San Cristoforo al Lago, insignita del prestigioso riconoscimento internazionale “Bandiera Blu 2022”: uno specchio lacustre perfetto per la pratica di sport acquatici – soprattutto vela, windsurf, canoa, canottaggio e dragon boat – o per rilassarsi a riva, immersi nel verde. Pergine Valsugana è una località che unisce arte e natura, vanta un'importante offerta culturale e numerosi sono i suoi siti di interesse storico-artistico. Nel cuore del nucleo antico, di impronta rinascimentale, si possono ammirare le dimore patrizie di via Maier. Tra le architetture sacre sono annoverate la chiesa di San Carlo Borromeo, la chiesa dei Padri Francescani e la chiesa della Natività di Maria: affiancata da un alto campanile a base quadrata, presenta al suo interno un impianto a tre navate e custodisce un pulpito marmoreo con una pala d'altare raffigurante “San Matteo e l'Angelo”, opera di Giambattista Pittoni. Intorno alla piana di Pergine vi sono numerosi sentieri oltre a percorsi di trekking nella natura fra l'area archeologica di Serso e le cime della Catena del Lagorai. Durante la stagione invernale è possibile pattinare sul ghiaccio nel palazzetto al coperto o fare escursioni con le ciaspole nella vicina Valle dei Mocheni. In pochi chilometri, inoltre, si può raggiungere la ski area della Panarotta, adatta anche ai più piccoli.

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Stemma di Pergine Valsugana
Alla scoperta di
Pergine Valsugana

Il comune di Pergine Valsugana si specchia nelle acque del lago di Caldonazzo ed è dominato dalla grossa mole del castello medievale edificato sulla sommità del colle del Tegazzo. La fortezza, un magnifico esempio di architettura alpina delimitata da due cinte murarie - sulle quali s'innalzano una torre cilindrica e due quadrate -, domina gran parte dell'Alta Valsugana dalla sua posizione privilegiata. Oggigiorno il maniero ospita al suo interno un albergo e un ristorante. La località montana dista pochi chilometri da Trento ed è inserita in una pregevole cornice naturalistica, circondata dalle cime della valle del Fersina – o valle dei Mocheni - in un territorio ricco di risorse idriche tra fiumi e bacini lacustri. Una delle mete turistiche più apprezzate è la frazione di San Cristoforo al Lago, insignita del prestigioso riconoscimento internazionale “Bandiera Blu 2022”: uno specchio lacustre perfetto per la pratica di sport acquatici – soprattutto vela, windsurf, canoa, canottaggio e dragon boat – o per rilassarsi a riva, immersi nel verde. Pergine Valsugana è una località che unisce arte e natura, vanta un'importante offerta culturale e numerosi sono i suoi siti di interesse storico-artistico. Nel cuore del nucleo antico, di impronta rinascimentale, si possono ammirare le dimore patrizie di via Maier. Tra le architetture sacre sono annoverate la chiesa di San Carlo Borromeo, la chiesa dei Padri Francescani e la chiesa della Natività di Maria: affiancata da un alto campanile a base quadrata, presenta al suo interno un impianto a tre navate e custodisce un pulpito marmoreo con una pala d'altare raffigurante “San Matteo e l'Angelo”, opera di Giambattista Pittoni. Intorno alla piana di Pergine vi sono numerosi sentieri oltre a percorsi di trekking nella natura fra l'area archeologica di Serso e le cime della Catena del Lagorai. Durante la stagione invernale è possibile pattinare sul ghiaccio nel palazzetto al coperto o fare escursioni con le ciaspole nella vicina Valle dei Mocheni. In pochi chilometri, inoltre, si può raggiungere la ski area della Panarotta, adatta anche ai più piccoli.

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Informazioni su Pergine Valsugana

Regione

Trentino-Alto Adige Südtirol

Provincia

Trento (TN)

Abitanti

21675

Altitudine

m. 482 s.l.m.

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Punti di interesse

Area Archeologica Torre Dei Sicconi
Area Archeologica Torre Dei Sicconi

La torre dei Sicconi (anche chiamata castello di Caldonazzo) fu costruita su concessione del principe di Trento, Corrado di Beseno, da parte dei figli di Varimberto di Caldonazzo: Geremia e Alberto. Assieme a Castel Brenta, componeva il sistema di controllo del territorio che era esercitato dai signori di Caldonazzo, in quanto la torre dei Sicconi, collocata in cima al monte Rive, presidiava le principali vie di comunicazione. Sembra che durante gli scontri con i vicentini il castello sia stato distrutto e ricostruito solo in parte; fatto certo è che la signoria dei Caldonazzo-Castelnuovo uscì di scena e la Valsugana entrò nella sfera d’influenza austro-tirolese. La torre dei Sicconi venne demolita dal Genio militare austriaco nel 1915, per ragioni belliche in quanto costituiva un punto di avvistamento certo. Oggi sull’intera area di monte Rive sorge un parco archeologico; qui è ancora possibile scorgere il basamento della torre e di alcuni edifici che erano parte del complesso fortificato.

Sito Archeologico


Castello Del Buonconsiglio
Castello Del Buonconsiglio

Il castello del Buonconsiglio è uno dei simboli della città di Trento e uno dei complessi fortificati più grandi e meglio conservati della catena alpina. Sorto sulla base di un antico castrum Romano, il nucleo originario della fortezza attuale risale al principio del XIII secolo. La struttura conobbe nel tempo numerosi adattamenti, dovuti essenzialmente all'evoluzione delle tecnologie belliche, ma che testimoniano anche il mutare dei gusti architettonici e dello spirito dei tempi. Una delle parti più caratteristiche, infatti, è quella del Magno Palazzo, ampliamento di stile rinascimentale dell'edificio, che dona alla fortezza medievale un aspetto eclettico. "Et lasciate che io dica che seria più facile per voi violare li monti alle sue spalle che penetrare in una simile fortezza" Giovanni delle Bande Nere Il castello è immenso, davvero monumentale. Di pietra chiara, con alte torri che si elevano come vette, ricorda in qualche modo l'austera imponenza delle medesime cime innevate che gli stanno alle spalle. Splendidi anche gli interni, caratterizzati da ampie stanze e saloni, ricchi di affreschi e opere d'arte, testimonianze dell'antico mondo. Particolarmente ricca è l'ala più recente nella quale si trovano opere d'epoca rinascimentale, con continui richiami alla classicità. Maestosa è, infine, la sala della biblioteca che affascina anche il visitatore più esperto con un elegantissimo soffitto ligneo.

Castello


Cappella Del Simonino
Cappella Del Simonino

Riccamente affrescata e dotata di un altare di marmi policromi, in origine era consacrata al culto di Simonino. Per tutte le classi che ne faranno richiesta, la Cappella si offrirà come “aula didattica”: sarà la sede di un racconto volto a illustrare la storia di un capitolo significativo della storia quattrocentesca di Trento e a partire dalle vicende di San Simonino si svilupperà un’attività didattica incentrata sul tema della convivenza civile, della tolleranza, del rispetto dell’altro.

Fai


S.a.s.s. Spazio Archeologico Sotterraneo Del Sas
S.a.s.s. Spazio Archeologico Sotterraneo Del Sas

Il S.a.s.s. spazio archeologico sotterraneo, è un'area di antiche vestigia, comprendente un tratto dell'originaria città di Tridentum, con le sue strade e i suoi edifici, pubblici e privati. A condurre alla straordinaria scoperta furono i lavori avviati nel 1999 e finalizzati al restauro e all'ampliamento del teatro sociale, che sorge lì nei pressi. Il fascino di un percorso sotterraneo nei luoghi della "città perduta" fu subito intuito come importante e condusse perciò ad un'attenta, successiva, opera di scavo e recupero, sino a riportare letteralmente alla vita una parte significativa dei primi resti del nucleo urbano. Il sito non è solamente un'area archeologica visitabile, ma un luogo che interagisce attivamente con la vita, con il polso attuale della città. Esso infatti ospita al proprio interno attività didattiche, conferenze, esposizioni e spettacoli. Il modo migliore per ridare vita ad uno spazio imperituro. Il sito si estende sotto le fondamenta della città per una vastità di 1.700 metri quadrati e attraversa letteralmente duemila anni di storia, conducendo il visitatore per le medesime strade percorse quotidianamente dagli antenati degli odierni trentini, mostrando quella che doveva essere la vita degli avi millenari. Una sorta di "piccola Pompei", questa parte di città antica comprende un'ampia porzione delle mura difensive, una torre in seguito trasformata in porta di accesso all'urbe, la pavimentazione originale e, sotto di essa, un'articolata rete fognaria, nonché le antiche abitazioni. All'interno di esse, poi, sono presenti mosaici, stanze dotate di sistemi di riscaldamento a pavimento, corti, pozzi e persino un'antica vetreria.

Cattedrale Di San Vigilio
Cattedrale Di San Vigilio

La cattedrale di San Vigilio, Duomo di Trento, sorge nella centralissima e omonima piazza, su quella che in antichità fu una basilica paleocristiana. Parte della struttura antica é tuttora conservata e visitabile, e costituisce un vero gioiello della cristianità. La cattedrale, imponente e complessa, conserva lo stile romanico originario sul quale tuttavia si innestano stilemi successivi, dati gli interventi che - specie tra il Seicento e il Settecento - vennero ivi apportati. Particolarmente significativo e caratteristico il rosone, edificato sul finire del Duecento e raffigurante la Ruota della Fortuna, motivo ricorrente nell'arte medievale. Presso il Duomo è conservata la lastra tombale di Roberto Sanseverino d'Aragona, avventuroso gentiluomo, mercenario e capitano di ventura dell'Italia rinascimentale; condottiero in Terra Santa ai tempi delle crociate, fu al servizio del re di Napoli, del duca di Milano, della Repubblica di Firenze e di quella di Venezia. Morì combattendo, come si conviene, del resto, ad un cavaliere. La cattedrale si presenta ampia e imponente al suo interno, con alte colonne a dividere le navate, di colore scuro, che donano un effetto di grande raccoglimento ai fedeli o comunque ai visitatori. Pregevole, sul fondo, il baldacchino d'altare, evidentemente barocco, che ricorda (e certo si ispira a) quello celeberrimo del Bernini, conservato a San Pietro. Nel progetto originale erano previsti due campanili, ma solo quello di sinistra venne ultimato. Dell'altro restano i segni dei lavori iniziati, a destra del grande rosone della facciata centrale.

Cattedrale

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La Sicilia è la più grande isola italiana e del mediterraneo, nonché la regione più estesa dell'Italia, la sua superficie ha una caratteristica forma triangolare. L'isola a Nord-Est è divisa dal continente dallo Stretto di Messina – un lembo di mare di circa 3km – è bagnata a Nord dal Mar Tirreno, a Ovest dal canale di Sicilia, a Sud-Ovest dal Mar di Sicilia, a Sud-Est dal canale di Malta, e a Est dal Mar Ionio.

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