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Masullas, ovvero la natura seducente. Il comune, situato nel Parco Regionale del Monte Arci e a ridosso di una collina che lo protegge dal vento di maestrale, è cinto da un paesaggio armonioso e il suo territorio comprende zone di grande bellezza come il bosco di Taraxi, la parete rocciosa Su Columbariu e siti archeologici di epoca nuragica. Terra ospitale, di tradizioni radicate nell’anima e nei gesti dei suoi abitanti, Masullas lascia incantati per il suo grande patrimonio culturale, in particolare per i tesori custoditi nel GeoMuseo Monte Arci “Stefano Incani”, allestito nei locali dell’ex convento dei frati Cappuccini. Il museo è dedicato al Monte Arci, simbolo del territorio, ai suoi minerali e alle sue rocce, che racchiudono la storia di questo territorio: qui si possono ammirare minerali e fossili che raccontano le epoche passate e diorami che riproducono l’attività del vulcano Arci. Da conoscere è anche il Museo di Storia Naturale Aquilegia, una delle più importanti realtà espositive di storia naturale della Sardegna: il percorso di visita è basato sulla cronologia degli eventi geologici e biologici che hanno portato il nostro pianeta all’evoluzione degli organismi viventi e dei loro ambienti, predisponendo l’attuale biodiversità. La festa patronale di Masullas, dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, si svolge annualmente tra il 29 giugno e il 3 luglio. I festeggiamenti hanno inizio con la cerimonia de "Sa cabada de sa Santa" - ovvero la discesa del simulacro dal polittico in cui viene conservato - e la manifestazione prosegue, nei giorni successivi, con processioni, sfilate in costume e spettacoli. Una località con interessanti chiese antiche, Masullas, fra le quali la parrocchiale intitolata alla Madonna delle Grazie, protagonista di un importante rifacimento nel corso del XVII secolo. Al suo interno conserva un bel retablo - termine spagnolo che indica una grande pala d'altare inquadrata architettonicamente - ligneo del 1676, opera dei fratelli Francesco e Mattia Canopia, con al centro il simulacro della Madonna delle Grazie. Di rilievo è anche il secentesco convento di San Francesco, destinato ai frati Cappuccini, che qui rimasero fino ai primi decenni del Novecento. Durante i lavori di restauro sono state rinvenute due interessanti opere d'arte: una “Deposizione” di Antonio Caboni – del 1833 - proveniente dalla chiesa dell'Annunziata di Cagliari, e un tabernacolo ligneo di fattura artigianale del Seicento.
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Masullas, ovvero la natura seducente. Il comune, situato nel Parco Regionale del Monte Arci e a ridosso di una collina che lo protegge dal vento di maestrale, è cinto da un paesaggio armonioso e il suo territorio comprende zone di grande bellezza come il bosco di Taraxi, la parete rocciosa Su Columbariu e siti archeologici di epoca nuragica. Terra ospitale, di tradizioni radicate nell’anima e nei gesti dei suoi abitanti, Masullas lascia incantati per il suo grande patrimonio culturale, in particolare per i tesori custoditi nel GeoMuseo Monte Arci “Stefano Incani”, allestito nei locali dell’ex convento dei frati Cappuccini. Il museo è dedicato al Monte Arci, simbolo del territorio, ai suoi minerali e alle sue rocce, che racchiudono la storia di questo territorio: qui si possono ammirare minerali e fossili che raccontano le epoche passate e diorami che riproducono l’attività del vulcano Arci. Da conoscere è anche il Museo di Storia Naturale Aquilegia, una delle più importanti realtà espositive di storia naturale della Sardegna: il percorso di visita è basato sulla cronologia degli eventi geologici e biologici che hanno portato il nostro pianeta all’evoluzione degli organismi viventi e dei loro ambienti, predisponendo l’attuale biodiversità. La festa patronale di Masullas, dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, si svolge annualmente tra il 29 giugno e il 3 luglio. I festeggiamenti hanno inizio con la cerimonia de "Sa cabada de sa Santa" - ovvero la discesa del simulacro dal polittico in cui viene conservato - e la manifestazione prosegue, nei giorni successivi, con processioni, sfilate in costume e spettacoli. Una località con interessanti chiese antiche, Masullas, fra le quali la parrocchiale intitolata alla Madonna delle Grazie, protagonista di un importante rifacimento nel corso del XVII secolo. Al suo interno conserva un bel retablo - termine spagnolo che indica una grande pala d'altare inquadrata architettonicamente - ligneo del 1676, opera dei fratelli Francesco e Mattia Canopia, con al centro il simulacro della Madonna delle Grazie. Di rilievo è anche il secentesco convento di San Francesco, destinato ai frati Cappuccini, che qui rimasero fino ai primi decenni del Novecento. Durante i lavori di restauro sono state rinvenute due interessanti opere d'arte: una “Deposizione” di Antonio Caboni – del 1833 - proveniente dalla chiesa dell'Annunziata di Cagliari, e un tabernacolo ligneo di fattura artigianale del Seicento.
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