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IVREA

 Torino, Piemonte
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Alla scoperta di Ivrea

Ivrea è un comune piemontese in provincia di Torino. Città con notevole importanza storica e caratteristiche ambientali, fa parte dal 2018 del Patrimonio dell'UNESCO. È da sempre un punto di passaggio indispensabile per chi vuole raggiungere la Valle d'Aosta e talvolta viene ancora chiamata con il suo nome antico, Eporedia. Toponimo ispirato alla divinità celtica Epona, è una fusione di due termini gallici: "Epo" (analogo a hippos in greco antico) e "Reda" (carro a quattro ruote); in seguito il termine venne poi alterato da parte dei romani fino ad arrivare a Ivrea, nome ufficiale. La città è ricca di storia non solo per il nome ma anche per i suoi numerosi monumenti e il Castello Sabaudo dal 1358 spicca tra tutti: emblema della località, all'inizio venne pensato come fortificazione difensiva, poi finì per essere usato prima come ricovero e infine come carcere. Al giorno d'oggi lo si può visitare e presenta un ricco calendario di mostre e manifestazioni. Conosciuto da tutti per le sue tre torri circolari, sulla facciata principale palesa una bifora con incisi i due stemmi Savoia, mentre sulle altre aperture sono presenti le inferriate a maglie legate di tipo savoiardo. Il castello, grazie al suo splendore, catturò anche l'attenzione di Carducci che lo nominò nella sua poesia "Piemonte" con i seguenti versi «Ivrea la bella che le rosse torri specchia sognando a la cerulea Dora nel largo seno, fosca intorno è l'ombra di re Arduino». Ivrea è piena di sorprese ed è conosciuta anche per il suo carnevale, evento folcloristico ricco di rievocazioni storiche e leggendarie come la formidabile "battaglia delle arance". Diventata l'icona del carnevale della località, prevede l'usanza di indossare un cappello rosso per non correre nel rischio di essere bersagliati dai partecipanti. La battaglia delle arance di Ivrea si tiene durante gli ultimi tre pomeriggi - dalla domenica al martedì grasso del carnevale - e raffigura la ribellione del popolo - gli aranceri a piedi - che partecipa senza protezioni mentre si scaglia verso le armate del tiranno - gli aranceri sui carri - che invece sono protette da caschi di cuoio.

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Alla scoperta di
Ivrea

Ivrea è un comune piemontese in provincia di Torino. Città con notevole importanza storica e caratteristiche ambientali, fa parte dal 2018 del Patrimonio dell'UNESCO. È da sempre un punto di passaggio indispensabile per chi vuole raggiungere la Valle d'Aosta e talvolta viene ancora chiamata con il suo nome antico, Eporedia. Toponimo ispirato alla divinità celtica Epona, è una fusione di due termini gallici: "Epo" (analogo a hippos in greco antico) e "Reda" (carro a quattro ruote); in seguito il termine venne poi alterato da parte dei romani fino ad arrivare a Ivrea, nome ufficiale. La città è ricca di storia non solo per il nome ma anche per i suoi numerosi monumenti e il Castello Sabaudo dal 1358 spicca tra tutti: emblema della località, all'inizio venne pensato come fortificazione difensiva, poi finì per essere usato prima come ricovero e infine come carcere. Al giorno d'oggi lo si può visitare e presenta un ricco calendario di mostre e manifestazioni. Conosciuto da tutti per le sue tre torri circolari, sulla facciata principale palesa una bifora con incisi i due stemmi Savoia, mentre sulle altre aperture sono presenti le inferriate a maglie legate di tipo savoiardo. Il castello, grazie al suo splendore, catturò anche l'attenzione di Carducci che lo nominò nella sua poesia "Piemonte" con i seguenti versi «Ivrea la bella che le rosse torri specchia sognando a la cerulea Dora nel largo seno, fosca intorno è l'ombra di re Arduino». Ivrea è piena di sorprese ed è conosciuta anche per il suo carnevale, evento folcloristico ricco di rievocazioni storiche e leggendarie come la formidabile "battaglia delle arance". Diventata l'icona del carnevale della località, prevede l'usanza di indossare un cappello rosso per non correre nel rischio di essere bersagliati dai partecipanti. La battaglia delle arance di Ivrea si tiene durante gli ultimi tre pomeriggi - dalla domenica al martedì grasso del carnevale - e raffigura la ribellione del popolo - gli aranceri a piedi - che partecipa senza protezioni mentre si scaglia verso le armate del tiranno - gli aranceri sui carri - che invece sono protette da caschi di cuoio.

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Informazioni su Ivrea

Regione

Piemonte

Provincia

Torino (TO)

Abitanti

23215

Altitudine

m. 253 s.l.m.

BORGHI IN ZONA DA VISITARE

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Punti di interesse

Anfiteatro Romano Di Ivrea

Costruito a metà del I secolo d.c. nei pressi della strada per Vercelli, il teatro della colonia romana di Eporedia (l'attuale Ivrea) si pensa fosse in grado di ospitare più di diecimila spettatori. Per la sua edificazione dovette essere in parte demolita una villa preesistente, della quale alcune strutture murarie furono comprese nell'anfiteatro. Si tratta di un anfiteatro ellittico con un asse maggiore di 65 metri. Oltre ai resti dei muri perimetrali è ancora presente un cunicolo che consentiva il passaggio diretto di gladiatori e fiere dagli spalti al centro della cavea. Alle estremità dell'asse maggiore erano presenti due ingressi per gli spettatori. Il podio era decorato con lastre di bronzo borchiate. Il teatro è sempre visibile dall'esterno della rete di recinzione dell'area archeologica. La visita dall'interno è possibile in particolari momenti dell'anno oppure previo accordo con il comune di Ivrea o la Sovrintendenza per i beni archeologici del Piemonte. All'esterno della recinzione sono presenti alcuni pannelli descrittivi.

Anfiteatro Romano


Archivio Storico Olivetti

L’Archivio Storico Olivetti è nato ad Ivrea nella seconda metà degli anni Ottanta con l’obiettivo di conservare e valorizzare il grande patrimonio archivistico della Società Olivetti (fondata nel 1908) e della famiglia Olivetti. L’Archivio è articolato in diverse sezioni che comprendono in primo luogo il Fondo della Società Olvietti, composto dalle serie: documenti storici, libri, fotografie, filmati, riviste, manifesti pubblicitari, prodotti.L'Eidoteca raccoglie significative collezioni di manifesti e campagne pubblicitarie, mentre la Fototeca conserva migliaia di immagini sviluppate come corredo alle molteplici attività aziendali. L'Archivio ospita anche una ricca collezione di macchine prodotte dalla Olivetti (a partire dalla prima macchina per scrivere italiana, la M1).

Archivio Aziendale


Ecomuseo Del Ferro Ex Officine Rubino

nelle vicinanze del torrente Ingagna, tra Netro e Mongrando, alla fine del Cinquecento vennero impiantate le prime unità produttive per la lavorazione del ferro. Nel Centro di Documentazione di Netro, dove questa attività ha avuto il più grande sviluppo industriale, vengono raccordate le serie di attrezzi prodotti dalle Officine Rubino accanto ai disegni, ai campionari, ai manuali tecnici e ai macchinari che testimoniano l’evoluzione dei sistemi di lavorazione e consentono di legarli alle pratiche locali delle regioni cui erano destinati. Circa 1.500 pezzi costituiti da reperti, macchinari e attrezzature per la lavorazione del ferro, corredati dai relativi cataloghi.

Ecomuseo


Collezione Enrico A Villa Flecchia

Costruita tra il 1955 e il 1970, la Villa si presenta al visitatore con le sue linee semplici e in una posizione spettacolare che domina il Canavese. All’interno, oltre agli arredi, la dimora custodisce una preziosa collezione di dipinti del XIX secolo, frutto della passione dell’architetto Piero Enrico per artisti che, fecero parte del panorama pittorico piemontese tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Nella collezione si riconoscono differenti stili che spaziano dai bellissimi paesaggi romantici di Antonio Fontanesi alle composizioni astrattiste del friulano Luigi Spazzapan. I diversi percorsi artistici di questi pittori trovano a Villa Flecchia un punto di contatto nella comune passione per il paesaggio. I dipinti sembrano quasi gareggiare in bellezza con lo straordinario panorama che si ammira da ogni finestra della Villa, lasciando l’occhio libero di spaziare attraverso le aree pianeggianti, in cui rigogliose zone boscose e campi coltivati lasciano intravedere piccoli centri abitati, per poi perdersi all’orizzonte, interrotto soltanto dai rilievi montuosi della Serra Morenica di Ivrea.

Fai

Castello Di Masino

Il castello di Masino, a Caravino, che per dieci secoli fu la residenza principale dei conti Valperga di Masino, venne difeso, fino al Rinascimento, da alte mura e maestose torri di guardia, le quali vennero successivamente abbattute per fare spazio a monumentali e splendidi giardini di fattezze romantiche e tipiche dell'Italia aristocratica. Tutto l’edificio è letteralmente ricoperto da affreschi, mobili di raffinatissima fattura e sede d'un museo di carrozze settecentesche davvero straordinario. Attualmente il castello è gestito dal Fondo Ambiente Italiano ed è inserito nel circuito dei castelli del Canavese. Il Castello comprende anche le scuderie settecentesche e il palazzo delle carrozze, contenuti nel cosiddetto "Palazzo", un edificio a se stante alla base dell'entrata principale della residenza. Le dodici carrozze, per lo più ottocentesche, comprendono tutte le tipologie del tempo, il coupé e il vis-à-vis, la carrozza di gala, il carrozzino per bambini con gli accessori e i preziosi tessuti di rivestimento. Sono presenti i nomi dei più famosi costruttori di carrozze italiani come i Goggia, Cesare Sala e Giuseppe Panigoni di Torino. Il giardino del castello, gigantesco e lussureggiante, è tipico dell'arte inglese e risalente al milleottocento, circonda per intero la rocca, e si estende per diversi ettari di terreno, solcata da una strada che percorre per intero i suoi boschetti e che arriva fino alla vicina località di Strambino. Collocato nel parco si trova il secondo labirinto botanico d'Italia per estensione, un percorso intricato tra siepi ricostruito grazie al disegno settecentesco ritrovato negli archivi. Il Museo delle Carrozzè è visitabile solo sabato, domenica e i giorni festivi.

Giardino Storico

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La Sicilia è la più grande isola italiana e del mediterraneo, nonché la regione più estesa dell'Italia, la sua superficie ha una caratteristica forma triangolare. L'isola a Nord-Est è divisa dal continente dallo Stretto di Messina – un lembo di mare di circa 3km – è bagnata a Nord dal Mar Tirreno, a Ovest dal canale di Sicilia, a Sud-Ovest dal Mar di Sicilia, a Sud-Est dal canale di Malta, e a Est dal Mar Ionio.

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