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Il castello scaligero, le grotte di Catullo, il centro storico, la casa di Maria Callas e le terme. Sono alcune delle frecce all'arco di Sirmione, località seducente affacciata sul Lago di Garda e in provincia di Brescia, ma il comune ha una storia antica: le diverse epoche storiche, infatti, hanno lasciato a Sirmione così tante tracce da divenire una continua fonte di studi e scoperte per archeologi e storici, grazie anche alla posizione naturale della città. La storia conosciuta della penisola di Sirmione comincia nel secondo millennio a. C., l’età del Bronzo. Gli insediamenti palafitticoli lacustri, che si estendono da Salò a Garda, sono invece noti dall’Ottocento. Un periodo di grande rilievo nella storia di Sirmione fu quello della dominazione longobarda: la popolazione, proveniente dall’Europa del nord, dilagò nel 568 d. C. dal Friuli lungo l’asse stradale est-ovest verso Verona, Brescia, Bergamo, Milano e da lì scese verso Pavia. La penisola, stremata dalla guerra gotico-bizantina e dalla peste, non oppose resistenza all’avanzata dei nuovi invasori che si impadronirono di tutta l’Italia settentrionale eleggendo Pavia come loro capitale. All’interno del territorio conquistato, Sirmione occupava una posizione strategica, in quanto controllava la strada da Verona a Brescia e la via verso la val d’Adige. La sua importanza è testimoniata dal fatto che in questo periodo diventò capoluogo della judiciaria sermionensis, un’ampia zona che dalla Valtenesi si estendeva sino alla sponda orientale del lago e arrivava a sud fino a san Martino di Gusnago, frazione di Ceresara in provincia di Mantova, oltre a comprendere a nord la piana di Riva. Il maniero di SIrmione è opera degli Scaligeri, benché l'esistenza di una fortificazione anteriore alla loro dominazione sia attestata da più di un documento. Completamente circondato dall'acqua, il castello domina il lago dall'alto del suo mastio, la torre più elevata. La datazione dell'edificio è complessa. Le analisi murarie hanno portato all'identificazione di tre fasi, delle quali la prima risalente all'epoca di Mastino I della Scala (XIII sec.), la seconda ai primi anni del XIV sec., la terza alla metà del XIV sec., quando la darsena venne fortificata. Il nucleo principale è costituito dal cortile cintato da quattro cortine, dalle tre torri angolari e dal mastio. Al complesso del castello si collega la chiesa di santa Maria al Ponte, detta anche Oratorio della Beata Vergine al Ponte, ma chiamata sant'Anna dagli abitanti del borgo, che da tempo immemorabile identificano, senza alcun fondamento, la figura ritratta nell'affresco con la madre della Madonna. La chiesetta, da alcuni ritenuta la cappella della guarnigione di stanza al castello, è costituita da un vano con volta a botte e da un presbiterio. Nel Quattrocento era una piccola cappella, probabilmente un santuario come dimostrerebbe il frammento di affresco trecentesco posto sopra l'altare. Nel 1387 la dinastia dei della Scala tramontò con la fuga di Antonio e Verona cedette il campo alle due potenze tra le quali era stretta: Venezia e Milano. Per Sirmione iniziò un veloce avvicendamento di signorie, finchè nel 1405 ebbe inizio la lunga dominazione veneziana che durò sino al 1797.
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Il castello scaligero, le grotte di Catullo, il centro storico, la casa di Maria Callas e le terme. Sono alcune delle frecce all'arco di Sirmione, località seducente affacciata sul Lago di Garda e in provincia di Brescia, ma il comune ha una storia antica: le diverse epoche storiche, infatti, hanno lasciato a Sirmione così tante tracce da divenire una continua fonte di studi e scoperte per archeologi e storici, grazie anche alla posizione naturale della città. La storia conosciuta della penisola di Sirmione comincia nel secondo millennio a. C., l’età del Bronzo. Gli insediamenti palafitticoli lacustri, che si estendono da Salò a Garda, sono invece noti dall’Ottocento. Un periodo di grande rilievo nella storia di Sirmione fu quello della dominazione longobarda: la popolazione, proveniente dall’Europa del nord, dilagò nel 568 d. C. dal Friuli lungo l’asse stradale est-ovest verso Verona, Brescia, Bergamo, Milano e da lì scese verso Pavia. La penisola, stremata dalla guerra gotico-bizantina e dalla peste, non oppose resistenza all’avanzata dei nuovi invasori che si impadronirono di tutta l’Italia settentrionale eleggendo Pavia come loro capitale. All’interno del territorio conquistato, Sirmione occupava una posizione strategica, in quanto controllava la strada da Verona a Brescia e la via verso la val d’Adige. La sua importanza è testimoniata dal fatto che in questo periodo diventò capoluogo della judiciaria sermionensis, un’ampia zona che dalla Valtenesi si estendeva sino alla sponda orientale del lago e arrivava a sud fino a san Martino di Gusnago, frazione di Ceresara in provincia di Mantova, oltre a comprendere a nord la piana di Riva. Il maniero di SIrmione è opera degli Scaligeri, benché l'esistenza di una fortificazione anteriore alla loro dominazione sia attestata da più di un documento. Completamente circondato dall'acqua, il castello domina il lago dall'alto del suo mastio, la torre più elevata. La datazione dell'edificio è complessa. Le analisi murarie hanno portato all'identificazione di tre fasi, delle quali la prima risalente all'epoca di Mastino I della Scala (XIII sec.), la seconda ai primi anni del XIV sec., la terza alla metà del XIV sec., quando la darsena venne fortificata. Il nucleo principale è costituito dal cortile cintato da quattro cortine, dalle tre torri angolari e dal mastio. Al complesso del castello si collega la chiesa di santa Maria al Ponte, detta anche Oratorio della Beata Vergine al Ponte, ma chiamata sant'Anna dagli abitanti del borgo, che da tempo immemorabile identificano, senza alcun fondamento, la figura ritratta nell'affresco con la madre della Madonna. La chiesetta, da alcuni ritenuta la cappella della guarnigione di stanza al castello, è costituita da un vano con volta a botte e da un presbiterio. Nel Quattrocento era una piccola cappella, probabilmente un santuario come dimostrerebbe il frammento di affresco trecentesco posto sopra l'altare. Nel 1387 la dinastia dei della Scala tramontò con la fuga di Antonio e Verona cedette il campo alle due potenze tra le quali era stretta: Venezia e Milano. Per Sirmione iniziò un veloce avvicendamento di signorie, finchè nel 1405 ebbe inizio la lunga dominazione veneziana che durò sino al 1797.
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