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Il castello, il sacello del Santo Sepolcro custodito nel duomo e la “Festa dei pugnaloni”, una delle più antiche celebrazioni folcloristiche di tutta la Tuscia. Per iniziare. Siamo ad Acquapendente, che accoglie nel suo territorio costellato da boschi rigogliosi, acque limpide e itinerari da percorrere alla scoperta di una ricca biodiversità. Un comune dalla storia antica e con un’icona nella sua frazione Torre Alfina: il maniero, elegante nelle sue forme architettoniche perfettamente conservate, da ammirare già dalla piazza principale, dove si erge in tutto il suo splendore. Risalente all’alto Medioevo, venne commissionato dal re longobardo Desiderio e costruito dove un tempo sorgeva probabilmente un edificio difensivo antecedente. Oggi appare ornato da alte mura intervallate da quattro torri merlate e il suo aspetto attuale si deve al marchese e banchiere Edoardo Cahen che ne commissionò, a fine Ottocento, l’ultimo rifacimento. Lo affidò a Giuseppe Partini, il quale ricoprì gli elementi rinascimentali con la pietra grigio-scura di Bagnoregio per dare all’edificio l’aspetto neogotico che ancora lo contraddistingue. Alle pendici del castello si trova il “Bosco del Sasseto”, dal 2006 monumento naturale: uno scrigno prezioso di biodiversità, sovente utilizzato come set cinematografico, un’area protetta cui accedere con visite guidate di gruppo. Da conoscere è anche l’originale Museo del fiore, collezione naturalistica e interattiva che si trova nei boschi della riserva naturale Monte Rufeno – che si snoda su circa tremila ettari di superficie –, nella quale scoprire il patrimonio ambientale del territorio. Nel contesto culturale, ad Acquapendente è da visitare la cattedrale del Santo Sepolcro, costruita intorno al Mille e preziosa è la cripta del IX secolo, strutturata a nove navate su ben ventiquattro colonne in pietra dagli elaborati capitelli. Tra storia e folclore, infine, si colloca la “Festa dei pugnaloni”, che si tiene annualmente a maggio: Acquapendente, infatti, quando venne conquistata da Federico I Barbarossa, subì un lungo periodo di tirannia ma nel 1166 la popolazione, con l’aiuto delle armate pontificie, si liberò dal giogo. La tradizione vuole che alla base di questo ci fosse un miracolo e durante la giornata di esposizione dei “Pugnaloni” - grandi pannelli realizzati esclusivamente con fiori e foglie - oltre alla celebrazione religiosa dedicata alla Madonna del Fiore vi sono diversi appuntamenti fra cui spettacoli di rievocazione medievale.
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Il castello, il sacello del Santo Sepolcro custodito nel duomo e la “Festa dei pugnaloni”, una delle più antiche celebrazioni folcloristiche di tutta la Tuscia. Per iniziare. Siamo ad Acquapendente, che accoglie nel suo territorio costellato da boschi rigogliosi, acque limpide e itinerari da percorrere alla scoperta di una ricca biodiversità. Un comune dalla storia antica e con un’icona nella sua frazione Torre Alfina: il maniero, elegante nelle sue forme architettoniche perfettamente conservate, da ammirare già dalla piazza principale, dove si erge in tutto il suo splendore. Risalente all’alto Medioevo, venne commissionato dal re longobardo Desiderio e costruito dove un tempo sorgeva probabilmente un edificio difensivo antecedente. Oggi appare ornato da alte mura intervallate da quattro torri merlate e il suo aspetto attuale si deve al marchese e banchiere Edoardo Cahen che ne commissionò, a fine Ottocento, l’ultimo rifacimento. Lo affidò a Giuseppe Partini, il quale ricoprì gli elementi rinascimentali con la pietra grigio-scura di Bagnoregio per dare all’edificio l’aspetto neogotico che ancora lo contraddistingue. Alle pendici del castello si trova il “Bosco del Sasseto”, dal 2006 monumento naturale: uno scrigno prezioso di biodiversità, sovente utilizzato come set cinematografico, un’area protetta cui accedere con visite guidate di gruppo. Da conoscere è anche l’originale Museo del fiore, collezione naturalistica e interattiva che si trova nei boschi della riserva naturale Monte Rufeno – che si snoda su circa tremila ettari di superficie –, nella quale scoprire il patrimonio ambientale del territorio. Nel contesto culturale, ad Acquapendente è da visitare la cattedrale del Santo Sepolcro, costruita intorno al Mille e preziosa è la cripta del IX secolo, strutturata a nove navate su ben ventiquattro colonne in pietra dagli elaborati capitelli. Tra storia e folclore, infine, si colloca la “Festa dei pugnaloni”, che si tiene annualmente a maggio: Acquapendente, infatti, quando venne conquistata da Federico I Barbarossa, subì un lungo periodo di tirannia ma nel 1166 la popolazione, con l’aiuto delle armate pontificie, si liberò dal giogo. La tradizione vuole che alla base di questo ci fosse un miracolo e durante la giornata di esposizione dei “Pugnaloni” - grandi pannelli realizzati esclusivamente con fiori e foglie - oltre alla celebrazione religiosa dedicata alla Madonna del Fiore vi sono diversi appuntamenti fra cui spettacoli di rievocazione medievale.
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