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CHIANALE

 Cuneo, Piemonte
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Stemma di Chianale
Alla scoperta di Chianale

Un piccolo comune dalla grande atmosfera. È Chianale, un elisir di fascino occitano il cui nome è proprio di derivazione occitana: “La Cianal” - ovvero “canale” -, che allude a un’opera di canalizzazione del torrente Varaita tra le abitazioni. Incorniciato dalla riserva della biosfera del Monviso e situato a 1.800 metri di altitudine, il borgo piemontese è situato sull’antico Chemin Royal - la strada del sale che arrivava in Francia - e lungo un’arrampicata ripidissima - da compiere soltanto durante la stagione estiva - è possibile raggiungere il colle dell’Agnello a 2.748 metri, il secondo valico automobilistico più alto d’Italia dopo lo Stelvio. In tutto il territorio di Chianale è protagonista il profumo delle Alpi e il comune è diviso dal torrente Varaita in due zone ben collegate tra loro da un ponte in pietra, il simbolo della località. Un comune, Chianale, incastonato in Alta Valle Varaita e che si presenta con un susseguirsi di antiche e caratteristiche case in ardesia e legno con tetti in lose di pietra: capolavori di architettura contadina ricchi di portali, pitture murali e meridiane solari. Un borgo da scoprire lentamente, passeggiando alla ricerca dei suoi monumenti iconici. Sulla piazza del ponte si affaccia la chiesa di Sant’Antonio, parrocchiale dal 1459 alla fine del Seicento. L’edificio, dalle linee semplici e armoniose, palesa un campanile a vela e un portico dalle piccole dimensioni. Al suo interno, gli archi trasversali sono retti da mensole scolpite con espressivi mascheroni e têtes coupées che rimandano all'arcaico substrato celtico. Su Chemin Royal, la strada principale del borgo, si trova Casa Martinet, quanto resta dell’antico tempio calvinista. Nel XVII secolo, infatti, Chianale era l’unico paese della valle in cui veniva consentita la libertà di culto. Sull'altra sponda del fiume Varaita si eleva invece la più recente parrocchiale di San Lorenzo, costruita tra il Seicento e il Settecento, che custodisce un altare barocco della scuola brianzola, poggiante su quattro colonne tortili di pino cembro. Da visitare è il Museo del costume e dell'artigianato tessile, ospitato nell'antica chiesa dei Cappuccini, operanti in valle nel Seicento e nel Settecento. Inaugurato nel 2008 a conclusione di un lungo e delicato lavoro di ristrutturazione, il museo presenta una ricca documentazione sui costumi della valle e sui prodotti dell'artigianato tessile locale.

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Stemma di Chianale
Alla scoperta di
Chianale

Un piccolo comune dalla grande atmosfera. È Chianale, un elisir di fascino occitano il cui nome è proprio di derivazione occitana: “La Cianal” - ovvero “canale” -, che allude a un’opera di canalizzazione del torrente Varaita tra le abitazioni. Incorniciato dalla riserva della biosfera del Monviso e situato a 1.800 metri di altitudine, il borgo piemontese è situato sull’antico Chemin Royal - la strada del sale che arrivava in Francia - e lungo un’arrampicata ripidissima - da compiere soltanto durante la stagione estiva - è possibile raggiungere il colle dell’Agnello a 2.748 metri, il secondo valico automobilistico più alto d’Italia dopo lo Stelvio. In tutto il territorio di Chianale è protagonista il profumo delle Alpi e il comune è diviso dal torrente Varaita in due zone ben collegate tra loro da un ponte in pietra, il simbolo della località. Un comune, Chianale, incastonato in Alta Valle Varaita e che si presenta con un susseguirsi di antiche e caratteristiche case in ardesia e legno con tetti in lose di pietra: capolavori di architettura contadina ricchi di portali, pitture murali e meridiane solari. Un borgo da scoprire lentamente, passeggiando alla ricerca dei suoi monumenti iconici. Sulla piazza del ponte si affaccia la chiesa di Sant’Antonio, parrocchiale dal 1459 alla fine del Seicento. L’edificio, dalle linee semplici e armoniose, palesa un campanile a vela e un portico dalle piccole dimensioni. Al suo interno, gli archi trasversali sono retti da mensole scolpite con espressivi mascheroni e têtes coupées che rimandano all'arcaico substrato celtico. Su Chemin Royal, la strada principale del borgo, si trova Casa Martinet, quanto resta dell’antico tempio calvinista. Nel XVII secolo, infatti, Chianale era l’unico paese della valle in cui veniva consentita la libertà di culto. Sull'altra sponda del fiume Varaita si eleva invece la più recente parrocchiale di San Lorenzo, costruita tra il Seicento e il Settecento, che custodisce un altare barocco della scuola brianzola, poggiante su quattro colonne tortili di pino cembro. Da visitare è il Museo del costume e dell'artigianato tessile, ospitato nell'antica chiesa dei Cappuccini, operanti in valle nel Seicento e nel Settecento. Inaugurato nel 2008 a conclusione di un lungo e delicato lavoro di ristrutturazione, il museo presenta una ricca documentazione sui costumi della valle e sui prodotti dell'artigianato tessile locale.

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Informazioni su Chianale

Regione

Piemonte

Provincia

Cuneo (CN)

Abitanti

214

Altitudine

m. 0 s.l.m.

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BORGHI IN ZONA DA VISITARE

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Punti di interesse

Borgata Museo Di Balma Boves
Borgata Museo Di Balma Boves

Nel circuito dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte è compresa la Borgata Museo di Balma Boves, un distintivo insediamento ottenuto nell’anfratto di una grande roccia collocata sul Monte Bracco, nella valle del Po, a 652 metri di altitudine. Si tratta di un piccolo villaggio adagiato sotto una grande balma (roccia): un microcosmo agricolo autonomo perfettamente conservato e dotato di abitazioni, ricoveri per il bestiame, depositi degli attrezzi, il tutto ispirato alla più ferrea economicità dello spazio.

Ecomusei


Scopriminiera & Scoprialpi
Scopriminiera & Scoprialpi

Collocato a circa 70 km a nord-ovest di Torino, l’Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca offre al pubblico l’occasione di vivere entusiasmanti momenti di scoperta. Le due miniere “Paola” e “Gianna”, che sono la peculiarità che rende il Centro di Accoglienza dell’Ecomuseo “sito di eccellenza”, con più di 4 km di gallerie allestite ed attrezzate, hanno consentito di creare due percorsi di visita unici a livello internazionale. SCOPRIMINIERA (Miniera Paola) “Entrare in galleria a bordo del trenino dei minatori, percepire sulla pelle l’aria fresca, essere avvolti dall’oscurità del sottosuolo spezzata solamente dal luccichio del candido talco, rimanere stupiti dal silenzio assoluto delle miniera per poi trasalire alle forti vibrazioni dei martelli pneumatici o a causa di improvvise esplosioni: tutti i sensi sono magicamente coinvolti da questo gioco di contrasti che è ScopriMiniera”. L’itinerario si svolge lungo la galleria principale ed un grande anello sotterraneo, adiacente i cantieri di estrazione, per un’estensione complessiva di 1,5 km di gallerie e cunicoli. In questi ambienti, tra boschi e prati della Val Germanasca, si svolgeva la vita del contadino-minatore, protagonista di oltre 100 anni di estrazione del famoso “Bianco delle Alpi” (varietà di talco rara e pregiatissima), che hanno profondamente segnato questo territorio e l’industria estrattiva in Italia. SCOPRIALPI (Miniera Gianna) “Un’avventura sorprendente, uno spettacolare viaggio nello spazio e nel tempo, nei sotterranei della miniera Gianna, dove sarà possibile attraversare un contatto tettonico , cicatrice di circa 65 milioni di anni che rappresenta lo scontro avvenuto fra i continenti oggi conosciuti come Africa ed Europa e che ha dato origine alle nostre Alpi”. Il percorso conduce i visitatori attraverso anfratti, gallerie e strutture di una miniera utilizzata fino al 1995 per portare alla luce vagoni e vagoni di talco bianco purissimo. Un sotterraneo divenuto ora strumento di conoscenza, grazie ad un’esperienza di ricerca scientifica semplice ed allo stesso tempo coinvolgente (3 ore di esplorazioni e scoperte) allestita con maxi cartografie, videoproiezioni ed installazioni multimediali.

Parco Minerario


Castello Di Miradolo
Castello Di Miradolo

La ristrutturazione in stile neogotico del 1866 di un fabbricato preesistente, già citato in documenti risalenti XVII e XVIII secolo come «cascinotto di campagna», portò la struttura ad avere l’attuale aspetto. L’edificio venne trasformato da semplice villa rustica a dimora di campagna, prendendo come modelli i più austeri esempi inglesi. Esso si sviluppa su tre piani fuori terra, con una pianta a bracci longitudinali da cui spiccano due torrette, una grande a base quadrata e una minore cilindrica, i prospetti sono caratterizzati da cuspidi triangolari e altri tipici stilemi neogotici che riportano i simboli araldici della famiglia Cacherano di Bricerasio e dei Massel di Caresana, alternati come decorazione sommitale delle finestre ogivali che affacciano sull'ampio parco circostante. Lungo la facciata sudoccidentale si trova la serra il cui prospetto è scandito da ampie vetrate a sesto acuto sormontate dalla medesima cornice in cotto caratterizzata da laterizi e archetti ogivali che percorre la sommità dell'intero edificio. All'interno sono conservati il grande camino in legno intagliato del salone al piano terra e alcuni degli affreschi più significativi con raffinate decorazioni a grottesca sulle volte raffiguranti motivi vegetali e animali; al primo piano vi è la cappella, interamente affrescata e completa di altare ligneo con un piccolo presbiterio. Il primo documento iconografico relativo all'orientamento progettuale del parco è un acquerello risalente alla fine del XVIII secolo dove traspare una partizione in stile rinascimentale con corsi d'acqua, siepi e un viale d'accesso differente da quello odierno. Quest'impostazione di «giardino all'italiana» fu completamente rivista nei primi decenni dell'Ottocento in favore di un ampliamento e di una risistemazione tipicamente romantica, con la creazione dell'attuale viale di accesso e di un sentiero ad anello che si inoltra nel bosco, oltre a prati ondulati, un piccolo lago, macchie irregolari di vegetazione e l'aggiunta di ulteriori specie botaniche esotiche conformemente alla moda tipica dell'epoca.

Giardino Storico


Castello Della Manta
Castello Della Manta

La struttura del castello è frutto di aggregazioni posteriori all'impianto originario del XII secolo. L'edificio, trasformato nel tempo in dimora signorile, iniziò ad assumere la fisionomia attuale solo all'inizio del Quattrocento grazie all'opera della famiglia Saluzzo della Manta, originata da Valerano, figlio illegittimo del marchese Tommaso III di Saluzzo. Con l'estinzione di questo ramo del casato, alla fine del XVIII secolo, fu abbandonato e cadde in rovina. Dopo la donazione al FAI, nel 1984, sono stati avviati i lavori di recupero e restauro che hanno riportato il complesso alla sua condizione originaria. La sala baronale conserva il più importante ciclo pittorico conservato nel castello. Questo è infatti arricchito da un'importante sequenza di affreschi che ne decora perimetralmente le pareti, capolavoro e rara testimonianza della pittura profana tardogotica attuata nell'Italia settentrionale. L'opera è attribuita all'anonimo pittore Maestro del Castello della Manta. Il ciclo, completato poco dopo il 1420, rappresenta una serie di eroi ed eroine (presumibilmente i ritratti dei marchesi e marchese di Saluzzo) - qui illustrati secondo la tradizione iconografica classica, ebraica e cristiana ed effigiati con preziosi abiti del tempo - e la cosiddetta Fontana di giovinezza, tema questo ripreso dall'antica tradizione dei romanzi francesi medievali. I suddetti personaggi sono ispirati ad un poema scritto da Tommaso III di Saluzzo, le Chevalier Errant e sono in ordine: Ettore, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Giosuè, Davide, Giuda Maccabeo, Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di Buglione, Delfile, Sinope, Ippolita, Semiramide, Etiope, Lampeto, Tamiri, Teuca, Pentesilea (tutti ancora ben visibili, tranne l'ultima eroina, rimasta mutilata dal crollo dell'intonaco). Un'importante testimonianza dell'arte manierista del Cinquecento è invece data dalla Sala delle grottesche, parte dell'appartamento di rappresentanza voluto intorno al 1560 da Michele Antonio della Manta: presenta un soffitto finemente dipinto e decorato con stucchi, grottesche, antiche rovine, architetture rinascimentali frutto della cultura tipica dell'Italia centrale del tempo. Annessa al castello è visitabile la chiesa castellana, nel cui interno sono custoditi due locali di particolare pregio, anch'essi riconducibili ai due momenti più significativi della decorazione pittorica che caratterizza l'intero maniero. Interessanti affreschi sulla vita di Gesù Cristo - risalenti allo stesso periodo della realizzazione della sala baronale del castello - corredano l'abside della chiesa, mentre la cappella funeraria di Michelantonio mostra una ricca decorazione a stucco e pitture anch'esse di gusto manieristico.

Fai

Giardino Botanico Di Villa Bricherasio
Giardino Botanico Di Villa Bricherasio

Il parco è diviso in tre diverse parti fito-climatiche: quella della flora mediterranea, la zona temperata fredda e quella continentale. Il tutto si estende su una superficie di 12.000 metri quadrati, in cui ogni angolo è diviso da quello vicino, ottenendo un effetto suggestivo, soprattutto se si pensa che alcune delle piante che qui convivono, in natura si trovano a migliaia di chilometri di distanza tra di loro. Le specie sono divise in diverse zone, come quella dei bambù, delle camelie…solo per citarne alcune. Nelle zone dei laghetti sono presenti le piante acquatiche galleggianti, tra le quali va citata la Victoria amazzonica, che è il pregio di tutti gli orti botanici, ma che negli altri luoghi viene coltivata solo in serra. Nel giardino botanico di Villa Bricherasio, invece, è possibile ammirarla all’aperto, con le sue foglie che raggiungono notevoli dimensioni nei mesi di luglio, agosto e settembre. Le specie di piante presenti nel giardino sono molte e diverse: ad esempio. nel solo alpineto, sono presenti più di mille specie, ma molto vasta è anche la collezione di rose botaniche inglesi. Tra le piante arboree ed arbusti ci sono alcune varietà di notevole pregio, come gli Eucalipti provenienti dalla Tasmania e dalla Nuova Zelanda. Molto importante è il gruppo della Genera Manicata del Brasile, che con le sue foglie enormi arriva a consumare 800 litri di acqua al giorno.

Giardino Botanico

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La Sicilia è la più grande isola italiana e del mediterraneo, nonché la regione più estesa dell'Italia, la sua superficie ha una caratteristica forma triangolare. L'isola a Nord-Est è divisa dal continente dallo Stretto di Messina – un lembo di mare di circa 3km – è bagnata a Nord dal Mar Tirreno, a Ovest dal canale di Sicilia, a Sud-Ovest dal Mar di Sicilia, a Sud-Est dal canale di Malta, e a Est dal Mar Ionio.

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