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È conosciuta come la “Città dei ciclopi”, Alatri, grazie all’eccezionale stato di conservazione della sua imponente acropoli di forma trapezoidale - detta anche “Civita” -, simbolo delle città megalitiche laziali alle quali da sempre sono legati leggende e misteri. Posta nel cuore della Ciociaria, Alatri si presenta come una delle località d’arte più affascinanti del Lazio meridionale grazie alla convivenza di imponenti elementi arcaici con quelli risalenti alle epoche successive, in particolare medievali. Un passato remoto di straordinario valore al quale risalgono la ciclopica cinta muraria - lunga oltre due chilometri e quasi integralmente conservata - e la colossale acropoli, il monumento iconico di Alatri, un mastodontico mosaico dai macigni irregolari. La Porta Maggiore o dell’Areopago, per esempio, consiste in un architrave costituito da un unico masso calcareo pesante circa ventisette tonnellate. Lungo la cinta muraria vi sono curiosi bassorilievi che rimandano ad antichi culti e il più importante è ubicato nelle immediate vicinanze di Porta San Pietro - un tempo Porta Bellona -, raffigurante il dio Saturno. L'antica “Aletrium” è ricca di storia e il nucleo antico di impianto medievale custodisce pregevoli eredità del passato come palazzo Gottifredo, risalente al XIII secolo e sede del Museo Civico di Alatri, una delle più importanti costruzioni medievali civili della regione. A breve distanza si può ammirare palazzo Conti-Gentili, il cui prospetto principale è ornato da una meridiana murale, realizzata dall'astronomo Angelo Secchi. Alatri, oltre a vantare numerosi palazzi storici, è costellata da fontane ottocentesche tra le quali spicca fontana Pia, inaugurata nel 1870 e dedicata a papa Pio IX in segno di gratitudine per il cospicuo contributo in denaro elargito alla città nel 1863 per la realizzazione di un nuovo acquedotto. Fontana Antonini, collocata nel rione Spidini e di fronte alla piccola chiesa di San Michele, venne invece costruita nel 1869 e piccolo e raffinato capolavoro è la fontana di Porta San Pietro, con il travertino dai toni caldi e preziosi e l'accurata eleganza di ogni particolare abilmente scolpito. Oltre all’arte e alla cultura, la natura: Alatri, infatti, si staglia su una collina alle pendici dei Monti Ernici e conserva un patrimonio di notevole valore ambientale. Il territorio è attraversato da una fitta rete di sentieri, alcuni gestiti in collaborazione con il Club Alpino Italiano, ideali per trekking, arrampicata e, più in generale, turismo outdoor.
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È conosciuta come la “Città dei ciclopi”, Alatri, grazie all’eccezionale stato di conservazione della sua imponente acropoli di forma trapezoidale - detta anche “Civita” -, simbolo delle città megalitiche laziali alle quali da sempre sono legati leggende e misteri. Posta nel cuore della Ciociaria, Alatri si presenta come una delle località d’arte più affascinanti del Lazio meridionale grazie alla convivenza di imponenti elementi arcaici con quelli risalenti alle epoche successive, in particolare medievali. Un passato remoto di straordinario valore al quale risalgono la ciclopica cinta muraria - lunga oltre due chilometri e quasi integralmente conservata - e la colossale acropoli, il monumento iconico di Alatri, un mastodontico mosaico dai macigni irregolari. La Porta Maggiore o dell’Areopago, per esempio, consiste in un architrave costituito da un unico masso calcareo pesante circa ventisette tonnellate. Lungo la cinta muraria vi sono curiosi bassorilievi che rimandano ad antichi culti e il più importante è ubicato nelle immediate vicinanze di Porta San Pietro - un tempo Porta Bellona -, raffigurante il dio Saturno. L'antica “Aletrium” è ricca di storia e il nucleo antico di impianto medievale custodisce pregevoli eredità del passato come palazzo Gottifredo, risalente al XIII secolo e sede del Museo Civico di Alatri, una delle più importanti costruzioni medievali civili della regione. A breve distanza si può ammirare palazzo Conti-Gentili, il cui prospetto principale è ornato da una meridiana murale, realizzata dall'astronomo Angelo Secchi. Alatri, oltre a vantare numerosi palazzi storici, è costellata da fontane ottocentesche tra le quali spicca fontana Pia, inaugurata nel 1870 e dedicata a papa Pio IX in segno di gratitudine per il cospicuo contributo in denaro elargito alla città nel 1863 per la realizzazione di un nuovo acquedotto. Fontana Antonini, collocata nel rione Spidini e di fronte alla piccola chiesa di San Michele, venne invece costruita nel 1869 e piccolo e raffinato capolavoro è la fontana di Porta San Pietro, con il travertino dai toni caldi e preziosi e l'accurata eleganza di ogni particolare abilmente scolpito. Oltre all’arte e alla cultura, la natura: Alatri, infatti, si staglia su una collina alle pendici dei Monti Ernici e conserva un patrimonio di notevole valore ambientale. Il territorio è attraversato da una fitta rete di sentieri, alcuni gestiti in collaborazione con il Club Alpino Italiano, ideali per trekking, arrampicata e, più in generale, turismo outdoor.
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