Min -
Max -
Bagheria: coreografie barocche e ville sontuose, giardini di agrumi e spumeggiare di onde color turchese. Incastonata tra il golfo di Palermo e Termini Imerese, la località dispiega fascino a iniziare dal suo nome, che potrebbe derivare dalla lingua fenicia con il termine Bayharia, “Zona che discende verso il mare”, o dalla lingua araba con il termine Bab Al-Gerib, “Porta del vento”. Bagheria è soprannominata "Città delle ville" perché il suo tessuto storico è particolarmente legato alle numerose dimore nobiliari che iniziarono a costellarla a partire dal XVIII secolo. La maggior parte delle ville è ascrivibile al Rinascimento e lo stile che emerge, creando un grandioso affresco a cielo aperto, è il Barocco. Una città antica, Bagheria, da conoscere e che ha dato i natali, nel Novecento, al famoso regista italiano Giuseppe Tornatore, regista di capolavori senza tempo quali “Nuovo cinema paradiso”, “La leggenda del pianista sull’oceano” e, nel 2009, “Baarìa”. Sfizioso e curioso a Bagheria è il Museo del giocattolo e delle cere Pietro Piraino, ospitato nei locali di villa Aragona-Cutò - affrescata dal Borremans - e che custodisce circa duemila giocattoli creati provenienti da vari Paesi e databili dal Settecento al Novecento. Sono inoltre sono esposte circa duecento sculture in cera, vanto della produzione artistica dei ceroplasti siciliani e napoletani del XVII e XIX secolo. L'itinerario alla scoperta delle bellezze bagheresi ha inizio dalle architetture religiose con la chiesa Madre di Bagheria, edificata nel 1769 per volontà del principe Salvatore Branciforti di Butera e ultimata nel 1771, intitolata alla Natività di Maria. L'esterno è realizzato in pietra d'aspra e prende forma in stile Neoclassico, con la presenza di due colonne corinzie e di due grandi vasi. Nel 1872 è stato realizzato un orologio per volere di Domenico Maglione e durante il percorso di visita, una volta passati sotto un grande arco, si entra tra mura che contengono quattro altari laterali impreziositi da quadri dell'Ottocento: quello maggiore espone la statua in legno dell'immacolata definita "Madonna del popolo". Proseguendo l'itinerario di visita ci si dirige verso la chiesa del Sepolcro, in stile Neogotico e situata nell'omonima piazza, posta nell'intersezione tra corso Butera e corso Umberto. L'edificio venne edificato nel 1734 su commissione del principe Niccolò Branciforti: l'architettura normanna e barocca presenta una pianta a tre navate con grande profusione di marmi siciliani. Di grande interesse, a Bagheria, è anche la chiesa delle Anime Sante, anticamente nota come "chiesa dei Miseremini", risalente al 1722. È il secondo edificio religioso sorto nella località e il suo nucleo originario era una "piccola e disadorna cappella" (databile al 1710). Dalla seconda metà del Settecento furono attuati lavori di ristrutturazione che portarono anche a un cambio del nome dell'edificio, appellato come "Gioia di Bagaria". Altro importante punto di interesse religioso è la chiesa di Sant'Antonio, che fu edificata nel XVIII secolo come cappella privata del Duca di Angiò. Nell'abside è posta una pala d'altare, opera del Seicento di autore ignoto, raffigurante il mistero dell'incarnazione.
...continua a leggere
Bagheria: coreografie barocche e ville sontuose, giardini di agrumi e spumeggiare di onde color turchese. Incastonata tra il golfo di Palermo e Termini Imerese, la località dispiega fascino a iniziare dal suo nome, che potrebbe derivare dalla lingua fenicia con il termine Bayharia, “Zona che discende verso il mare”, o dalla lingua araba con il termine Bab Al-Gerib, “Porta del vento”. Bagheria è soprannominata "Città delle ville" perché il suo tessuto storico è particolarmente legato alle numerose dimore nobiliari che iniziarono a costellarla a partire dal XVIII secolo. La maggior parte delle ville è ascrivibile al Rinascimento e lo stile che emerge, creando un grandioso affresco a cielo aperto, è il Barocco. Una città antica, Bagheria, da conoscere e che ha dato i natali, nel Novecento, al famoso regista italiano Giuseppe Tornatore, regista di capolavori senza tempo quali “Nuovo cinema paradiso”, “La leggenda del pianista sull’oceano” e, nel 2009, “Baarìa”. Sfizioso e curioso a Bagheria è il Museo del giocattolo e delle cere Pietro Piraino, ospitato nei locali di villa Aragona-Cutò - affrescata dal Borremans - e che custodisce circa duemila giocattoli creati provenienti da vari Paesi e databili dal Settecento al Novecento. Sono inoltre sono esposte circa duecento sculture in cera, vanto della produzione artistica dei ceroplasti siciliani e napoletani del XVII e XIX secolo. L'itinerario alla scoperta delle bellezze bagheresi ha inizio dalle architetture religiose con la chiesa Madre di Bagheria, edificata nel 1769 per volontà del principe Salvatore Branciforti di Butera e ultimata nel 1771, intitolata alla Natività di Maria. L'esterno è realizzato in pietra d'aspra e prende forma in stile Neoclassico, con la presenza di due colonne corinzie e di due grandi vasi. Nel 1872 è stato realizzato un orologio per volere di Domenico Maglione e durante il percorso di visita, una volta passati sotto un grande arco, si entra tra mura che contengono quattro altari laterali impreziositi da quadri dell'Ottocento: quello maggiore espone la statua in legno dell'immacolata definita "Madonna del popolo". Proseguendo l'itinerario di visita ci si dirige verso la chiesa del Sepolcro, in stile Neogotico e situata nell'omonima piazza, posta nell'intersezione tra corso Butera e corso Umberto. L'edificio venne edificato nel 1734 su commissione del principe Niccolò Branciforti: l'architettura normanna e barocca presenta una pianta a tre navate con grande profusione di marmi siciliani. Di grande interesse, a Bagheria, è anche la chiesa delle Anime Sante, anticamente nota come "chiesa dei Miseremini", risalente al 1722. È il secondo edificio religioso sorto nella località e il suo nucleo originario era una "piccola e disadorna cappella" (databile al 1710). Dalla seconda metà del Settecento furono attuati lavori di ristrutturazione che portarono anche a un cambio del nome dell'edificio, appellato come "Gioia di Bagaria". Altro importante punto di interesse religioso è la chiesa di Sant'Antonio, che fu edificata nel XVIII secolo come cappella privata del Duca di Angiò. Nell'abside è posta una pala d'altare, opera del Seicento di autore ignoto, raffigurante il mistero dell'incarnazione.
...continua a leggereVuoi visitare Bagheria? Apri la pagina dedicata per scoprire i suoi alberghi, i ristoranti, tutti gli eventi e le attività commerciali in zona
Cerca in Visitalymaps
LE ATTIVITÀ COMMERCIALI
Milano
La Terrazza di via Palestro
Ristorante italiano
via Palestro 2
Milano
Cerca in Visitalymaps