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LA DESTINAZIONE DEL GIORNO

LOCOROTONDO

 Bari, Puglia
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Stemma di Locorotondo
Alla scoperta di Locorotondo

Locorotondo: arroccato su un altopiano nell’area sud-orientale delle Murge dei trulli e nel cuore della Valle d’Itria, il comune sfodera un fascino medievale e il suo toponimo richiama la caratteristica forma del centro storico, un insieme di piccole case bianche disposte su anelli concentrici. Un'altra ipotesi, invece, farebbe derivare il nome dal latino tardo “Locus Rotundus”, ovvero luogo rotondo. In questa località di grande atmosfera il bianco illumina, domina e avvolge, e addentrarsi nelle strade del borgo significa scoprire le “cummerse”, le tipiche abitazioni dal tetto spiovente, caratterizzate da lastre calcaree dette “chiancarelle”. Per visitare Locorotondo si accede o da Porta Vecchia, che si affaccia sul centro storico, o da Porta Nuova, che conduce alla chiesa dedicata al patrono San Giorgio Martire. Passeggiando lungo il centro storico, grazioso e a misura d'uomo, si parte da piazza Vittorio Emanuele e si giunge alle vie che portano al palazzetto del comune - ora biblioteca civica -, al barocco palazzo Morelli - con il pregevole portale e i balconcini con ringhiere in ferro battuto dette “a petto d'oca” - e, più avanti, alla chiesa Madre. Dedicata a San Giorgio, la chiesa Madre di Locorotondo - eretta tra il 1790 e il 1825 sul sito di tre edifici preesistenti - presenta una facciata in stile Neoclassico e sul timpano si possono ammirare una raffigurazione in rilievo del Santo con il drago al centro e, ai due angoli in basso, le statue di San Pietro e San Paolo. La chiesa dell'Addolorata, invece, sorge a ridosso della cinta muraria che in origine cingeva il nucleo antico di Locorotondo e secondo alcune tesi sul sito della chiesa si stagliava l’antico maniero. Secentesca è invece la chiesa dello Spirito Santo, con una facciata semplice ma impreziosita da un piccolo rosone e con un campanile a vela. Al suo interno, è custodita la statua di Sant'Antonio da Padova e, sempre nel contesto ecclesiastico, a Locorotondo è interessante anche la secentesca chiesa di San Nicola, con ragguardevoli affreschi sulla vita e i miracoli di San Nicola di Mira. Dall’arte delle chiese alla magia dei trulli a Locorotondo il passo è breve. Il comune, infatti, è incastonato in un paesaggio costellato da ulivi e da trulli, le tipiche costruzioni in pietra calcarea dalla forma conica. Una località intrisa di fascino, con un belvedere dal quale è possibile ammirare la magia della Valle d’Itria.

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Stemma di Locorotondo
Alla scoperta di
Locorotondo

Locorotondo: arroccato su un altopiano nell’area sud-orientale delle Murge dei trulli e nel cuore della Valle d’Itria, il comune sfodera un fascino medievale e il suo toponimo richiama la caratteristica forma del centro storico, un insieme di piccole case bianche disposte su anelli concentrici. Un'altra ipotesi, invece, farebbe derivare il nome dal latino tardo “Locus Rotundus”, ovvero luogo rotondo. In questa località di grande atmosfera il bianco illumina, domina e avvolge, e addentrarsi nelle strade del borgo significa scoprire le “cummerse”, le tipiche abitazioni dal tetto spiovente, caratterizzate da lastre calcaree dette “chiancarelle”. Per visitare Locorotondo si accede o da Porta Vecchia, che si affaccia sul centro storico, o da Porta Nuova, che conduce alla chiesa dedicata al patrono San Giorgio Martire. Passeggiando lungo il centro storico, grazioso e a misura d'uomo, si parte da piazza Vittorio Emanuele e si giunge alle vie che portano al palazzetto del comune - ora biblioteca civica -, al barocco palazzo Morelli - con il pregevole portale e i balconcini con ringhiere in ferro battuto dette “a petto d'oca” - e, più avanti, alla chiesa Madre. Dedicata a San Giorgio, la chiesa Madre di Locorotondo - eretta tra il 1790 e il 1825 sul sito di tre edifici preesistenti - presenta una facciata in stile Neoclassico e sul timpano si possono ammirare una raffigurazione in rilievo del Santo con il drago al centro e, ai due angoli in basso, le statue di San Pietro e San Paolo. La chiesa dell'Addolorata, invece, sorge a ridosso della cinta muraria che in origine cingeva il nucleo antico di Locorotondo e secondo alcune tesi sul sito della chiesa si stagliava l’antico maniero. Secentesca è invece la chiesa dello Spirito Santo, con una facciata semplice ma impreziosita da un piccolo rosone e con un campanile a vela. Al suo interno, è custodita la statua di Sant'Antonio da Padova e, sempre nel contesto ecclesiastico, a Locorotondo è interessante anche la secentesca chiesa di San Nicola, con ragguardevoli affreschi sulla vita e i miracoli di San Nicola di Mira. Dall’arte delle chiese alla magia dei trulli a Locorotondo il passo è breve. Il comune, infatti, è incastonato in un paesaggio costellato da ulivi e da trulli, le tipiche costruzioni in pietra calcarea dalla forma conica. Una località intrisa di fascino, con un belvedere dal quale è possibile ammirare la magia della Valle d’Itria.

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Informazioni su Locorotondo

Regione

Puglia

Provincia

Bari (BA)

Abitanti

14106

Altitudine

m. 410 s.l.m.

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Punti di interesse

Trullo Sovrano
Trullo Sovrano

La famiglia Perta (alla quale apparteneva il primo vicario foraneo di Alberobello, don Cataldo) fece edificare, nella seconda metà del settecento, il Trullo Sovrano, il cui nome gli fu dato per celebrarne il primato, da parte del professore alberobellese Giuseppe Notarnicola. Un documento del 1797 dimostra che il trullo fu realizzato con l'impiego di malta e pertanto in violazione della prammatica de Baronibus. Fu sede della confraternita del Santissimo Sacramento dal 1826 al 1837, quando venne raffigurato in prossimità dell'ingresso un dipinto del Calvario, di artista ignoto. Acquisito dalla famiglia Sumerano nel 1861, dal 1994, dopo i restauri, è adibito a museo. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni jazz e altri eventi culturali. Molto grande è il seicentesco trullo Paparale, dalla caratteristica cupola a due coni.

Monumento Nazionale


I Trulli Di Alberobello
I Trulli Di Alberobello

“Sono minuscole capanne tonde, dal tetto a cono aguzzo, in cui pare non possa entrare se non un popolo di omini, ognuna con un piccolo comignolo ed una finestrella da bambola, e con quella buffa intonacatura in cima al cono, che è la civetteria della pulizia, e dà l’impressione di un berretto da notte ritto sul cocuzzolo d’un pagliaccio…” (Tommaso Fiore, Il popolo delle formiche)

Patrimonio Mondiale


Dolmen Di Montalbano
Dolmen Di Montalbano

La struttura si mantiene ancora salda nella costruzione, pur risalendo molto probabilmente alla prima età del bronzo (intorno al 2000-1500 a.C.) e nonostante nel tempo abbia subito diversi atti vandalici e serie manomissioni tra cui la recente scomparsa del "dromos" o corridoio di accesso (1990 circa). Il dolmen di Montalbano rappresenta nella zona una delle prime testimonianze funebri. Conosciuto anche come "Tavola dei paladini", è facilmente raggiungibile percorrendo la SS 16, in direzione mare, nel tratto Fasano-Ostuni in zona “di Occhio Piccolo”.

Dolmen


Parco Dei Dinosauri Castellana
Parco Dei Dinosauri Castellana

Considerato un magnifico museo all’aperto, il Parco dei Dinosauri di Castellana Grotte, offre la possibilità di ammirare animali di grandezza naturale, ricostruiti in maniera fedele da fossili trovati su tutto il pianeta dal 1820 ad oggi da vari paleontologi. Due versi fedelmente riprodotti, e grande fantasia nella riproduzione del Tirannosauro, danno al Parco dei Dinosauri un’impronta precisa della volontà di chi ha voluto e realizzato “il viaggio” di un’ora in un mondo, ai più sconosciuto, nella straordinaria storia della vita del nostro pianeta.

Parco Della Preistoria

Chiesa Di Santa Caterina D'alessandria
Chiesa Di Santa Caterina D'alessandria

Si tratta di un minimo edificio a circa 1 km fuori dal centro abitato. La struttura risale forse al XII secolo. La principale caratteristica della chiesa è la sua area quadrilobata con una cupola centrale internamente emisferica racchiusa in un tiburio ottagonale, sul quale insiste un lanternino. Gli interni, in passato affrescati, si presentano ora spogli da ogni decorazione e permettono di cogliere meglio l'armoniosità dei volumi. In assenza di documenti che ne attestino la data di edificazione, la datazione del monumento è problematica e potrebbe essere fatta risalire ad un periodo compreso tra l'XI e il primo XIV secolo. L'adozione di una pianta così poco diffusa nell'ambito dell'architettura religiosa occidentale svelerebbe degli influssi bizantini. Essa è stata infatti messa in relazione con altri edifici religiosi realizzati nell'area tra Venosa e Canosa. Per tale ragione la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria è stata riconosciuta monumento nazionale. Recentissime ricerche e studi dimostrano invece che è stato accertato che Santa Caterina d'Alessandria, era molto venerata dai Cavalieri Templari, tanto che fra i toponimi più ricorrenti, scelti dai Cavalieri del Tempio per le intitolazioni delle costruzioni ex novo da essi realizzate, vi è spesso Santa Caterina d'Alessandria. La Chiesa rappresenta la postazione in cui i templari ricevevano la benedizione prima di imbarcarsi per mare verso la Terra Santa. Questo lo si è potuto decifrare anche grazie alla simbologia (quadrato, l'ottagono, il cerchio) emersa grazie ai recenti restauri (2011) prima di imbarcarsi per mare verso la Terra Santa. Questa importante testimonianza oggi viene dimostrata dalle visite soprattutto di turisti del Nord Europa, dove numerosi sono i studiosi dei cavalieri templari e che vengono a visitarla.

Monumento Nazionale

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La Sicilia è la più grande isola italiana e del mediterraneo, nonché la regione più estesa dell'Italia, la sua superficie ha una caratteristica forma triangolare. L'isola a Nord-Est è divisa dal continente dallo Stretto di Messina – un lembo di mare di circa 3km – è bagnata a Nord dal Mar Tirreno, a Ovest dal canale di Sicilia, a Sud-Ovest dal Mar di Sicilia, a Sud-Est dal canale di Malta, e a Est dal Mar Ionio.

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