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TOLENTINO

 Macerata, Marche
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Stemma di Tolentino
Alla scoperta di Tolentino

Un piccolo comune dalle grandi sorprese, Tolentino, a iniziare dal castello della Rancia: bello, saldo, merlato e incantatore, che si staglia sulla pianura che costeggia il fiume Chienti con la sua pianta quadrangolare, due torri angolari e un imponente mastio alto trenta metri. Nel maniero ha sede l’esposizione civica archeologica Aristide Gentiloni Silverj: uno scrigno di testimonianze documentarie picene e romane, con particolare riferimento alle gesta del territorio. Nel corso dell’anno la struttura ospita iniziative di spiccato dinamismo culturale, come la rievocazione della storica Battaglia di Tolentino (1815), evento di grande richiamo, non solo nazionale. E di grande valenza è il coro polifonico di Tolentino, dall’intensa attività concertistica: nel tempo, il gruppo polifonico locale ha collaborato a molte iniziative, tra le quali importanti produzioni televisive della RAI. A Tolentino, nel 2017, è stata anche costituita un’associazione Jazz, particolarmente attiva nell’ideazione di eventi musicali di settore. Due le biblioteche cittadine, entrambe fornitissime: Egidiana e Filelfica. Occorre ricordare, infine, l’Istituto di formazione cinematografica “Officine Mattòli”, gestito dall’associazione intitolata al grande regista Mario Mattoli. Palazzo Sangallo è un ulteriore protagonista di Tolentino, sede del Museo internazionale della caricatura, inaugurato nel 1970. Tolentino, infatti, sin dagli anni Settanta, è centro internazionale dell’umorismo nell’arte – MIUMOR - e promuove la Biennale dell’umorismo nell’arte – BIUMOR -, un evento a cui partecipano creativi e vignettisti satirici provenienti da ogni parte del mondo. Vero nucleo strategico inoltre, è il Politeama: una struttura polifunzionale dedicata a proiezioni cinematografiche, teatro, spazi per conferenze, laboratori, sale di musica e danza. Coreografie ecclesiastiche, infine, nel centro urbano con la basilica di San Nicola - con annesso convento agostiniano - e non sono da meno la collegiata di San Francesco e la concattedrale di San Catervo, luoghi sacri che sanno suscitare raccoglimento e sollecitare interesse storico. Nel territorio di Tolentino sorge l'abbazia di Fiastra, uno dei monumenti più insigni e meglio conservati dell’architettura cistercense in Italia.

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Stemma di Tolentino
Alla scoperta di
Tolentino

Un piccolo comune dalle grandi sorprese, Tolentino, a iniziare dal castello della Rancia: bello, saldo, merlato e incantatore, che si staglia sulla pianura che costeggia il fiume Chienti con la sua pianta quadrangolare, due torri angolari e un imponente mastio alto trenta metri. Nel maniero ha sede l’esposizione civica archeologica Aristide Gentiloni Silverj: uno scrigno di testimonianze documentarie picene e romane, con particolare riferimento alle gesta del territorio. Nel corso dell’anno la struttura ospita iniziative di spiccato dinamismo culturale, come la rievocazione della storica Battaglia di Tolentino (1815), evento di grande richiamo, non solo nazionale. E di grande valenza è il coro polifonico di Tolentino, dall’intensa attività concertistica: nel tempo, il gruppo polifonico locale ha collaborato a molte iniziative, tra le quali importanti produzioni televisive della RAI. A Tolentino, nel 2017, è stata anche costituita un’associazione Jazz, particolarmente attiva nell’ideazione di eventi musicali di settore. Due le biblioteche cittadine, entrambe fornitissime: Egidiana e Filelfica. Occorre ricordare, infine, l’Istituto di formazione cinematografica “Officine Mattòli”, gestito dall’associazione intitolata al grande regista Mario Mattoli. Palazzo Sangallo è un ulteriore protagonista di Tolentino, sede del Museo internazionale della caricatura, inaugurato nel 1970. Tolentino, infatti, sin dagli anni Settanta, è centro internazionale dell’umorismo nell’arte – MIUMOR - e promuove la Biennale dell’umorismo nell’arte – BIUMOR -, un evento a cui partecipano creativi e vignettisti satirici provenienti da ogni parte del mondo. Vero nucleo strategico inoltre, è il Politeama: una struttura polifunzionale dedicata a proiezioni cinematografiche, teatro, spazi per conferenze, laboratori, sale di musica e danza. Coreografie ecclesiastiche, infine, nel centro urbano con la basilica di San Nicola - con annesso convento agostiniano - e non sono da meno la collegiata di San Francesco e la concattedrale di San Catervo, luoghi sacri che sanno suscitare raccoglimento e sollecitare interesse storico. Nel territorio di Tolentino sorge l'abbazia di Fiastra, uno dei monumenti più insigni e meglio conservati dell’architettura cistercense in Italia.

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Informazioni su Tolentino

Regione

Marche

Provincia

Macerata (MC)

Abitanti

18772

Altitudine

m. 228 s.l.m.

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Punti di interesse

Teatro Nicola Vaccaj
Teatro Nicola Vaccaj

Il Teatro Nicola Vaccaj è un teatro di Tolentino. Inizialmente chiamato Teatro dell'Aquila (in nome del cardinale Filippo Carandini, sul cui stemma di famiglia si presentava un'aquila bicipite), dal 1881 è chiamata al musicista Nicola Vaccaj, nativo della cittadina marchigiana. Il teatro fu progettato nel 1787 da Giuseppe Lucatelli (che ne realizzò anche gli affreschi) ed i lavori per la sua costruzione ultimati nel 1795, ma l'inaugurazione, per via della Campagna d'Italia intrapresa da Napoleone Bonaparte, avvenne soltanto il 10 settembre 1797. Il teatro rimase inattivo dal 1973 al 1985 per un intervento di restauro degli affreschi di Luigi Fontana (risalenti al 1881) e delle scene.

Teatro Storico


Teatro Feronia
Teatro Feronia

Il Teatro Feronia si affaccia sulla piazza, è progetto dell'architetto settempedano Ireneo Aleandri che lo edificò nel 1827 sui resti di un teatro ligneo settecentesco. Se la facciata è modesta e le dimensioni ridotte ricalcano quelle dell'edificio preesistente, la parte neoclassica dell'interno è di grande qualità. La decorazione pittorica è opera di Filippo Bibiena e Raffaele Fogliardi, mentre i cartoni delle pittura, che ornano la volta e il bozzetto del sipario, sono opera del pittore sanseverinate Filippo Bigioli (1798 – 1878) e vengono realizzati da Raffaele Fogliardi.

Teatro Storico


Fonte Delle Sette Cannelle
Fonte Delle Sette Cannelle

Nel 1307 si hanno voci indirette dell’esistenza della fonte da una assemblea del Consiglio comunale nella quale si decide l'edificazione di una porta `in Quartierio Sancti Francisci ad trivium Cannellorum`. Nel 1339 la fonte viene riedificata dalle fondamenta, come testimoniava una iscrizione in pietra a caratteri gotici non più esistente. Una lapide in loco documenta un restauro eseguito da un tal Alessandro Pallanterio nel 1568. Alcuni storici locali sostengono che le opere eseguite in questo periodo comprendono il rivestimento con un apparato murario delle colonne e la realizzazione del piano sovrapposto. Nel 1993 si restaura la fonte. Nel 1640, come indica una scritta quasi illeggibile, sono eseguite sull’intradosso delle volte le decorazioni pittoriche con motivi floreali e su una parete l’immagine della Madonna dei Lumi. La fonte é danneggiata dal terremoto del 26.9.1997. La fonte é rappresentata sulle tavole catastali del 1813 e del 1873 senza alcun altro edificio addossato. Sulla tavola catastale del 1876 compare per la prima volta l’edificio addossato alla fonte e probabilmente si può far risalire a questo periodo anche la costruzione del corpo realizzato sopra le due arcate.

Fontana


Collegiata Di San Ginesio
Collegiata Di San Ginesio

Fondata come Pieve nel XI sec., la tradizione narra che sia stata eretta sui resti di una più antica chiesetta nominata al martire San Ginesio.La facciata di questa grande chiesa, in seguito dedicata all’Assunta, ha un solo maestoso portale in travertino del XII sec. sulle cui pietre sono visibili antiche iscrizioni a ricordo di eccezionali eventi metereologici e una formella incastonata con l’immagine di San Ginesio mimo ed accanto la maschera di attore.La fronte della Collegiata si suddivide orizzontalmente in due parti : quella inferiore di stile romanico che risale al sec. XI e costituisce il basamento al resto della facciata, estrema testimonianza del gotico fiorito in simbiosi con la tradizione romanica ed unico esempio nelle Marche di tale architettura. Ne fu autore un maestro tedesco, Enrico “Alemanno” che la costruì nel 1421. Contigua allo splendido alzato si trova la torre civica (una volta facente corpo unico col Palazzo Defensorale, oggi teatro G. Leopardi) di stile romanico con cuspide a forma di bulbo ricostruita nel sec. XVII. L’interno é suddiviso in tre navate da una duplice fuga di poderose colonne che sostengono archi a tutto sesto, fatta eccezione per gli ultimi due, a sesto acuto e più ampi appoggiati alle pareti absidali. Vi sono custodite numerose e pregiate opere d’arte di vari autori, anche nelle cappelle “a sfondo” che si aprono lungo la navata destra, tra cui : Simone De Magistris, Adolfo De Karolis, Cristoforo Roncalli detto Il Pomarancio, Pietro Alemmanno da Gottweich. Scendendo nella sottostante cripta (oratorio di San Biagio) si possono ammirare gli affreschi di Lorenzo Salimbeni datati e firmati 1406.

Monumento Nazionale

Area Archeologica Di Helvia Recina
Area Archeologica Di Helvia Recina

Helvia Recina (anche Recina o Ricina) antica città romana, oggi sito archeologico della valle del fiume Potenza nelle Marche. I resti del teatro romano risalente al II secolo d.C. sono tutt’ora la testimonianza più importante della città antica. L’edifico di 72 metri di diametro era a tre ordini di gradinate che potevano ospitare circa 2000 spettatori, probabilmente era ricoperto di marmi (reimpiegati durante il Medioevo) con capitelli dorici e corinzi. Ancora bene riconoscibili sono: l'orchestra, la cavea e il frontescena in laterizio come prevedeva il teatro romano classico. Questi resti danno l'idea di una città di medie proporzioni e florida a causa della contiguità col fiume, allora navigabile, che la comunicava con il porto del municipio di Potentia sulla foce del fiume omonimo. Un'antica strada lastricata, il ponte romano sul fiume Potenza e i resti di ville decorate con mosaici pavimentali, danno l'idea dell'importanza del municipio di Ricina che Settimio Severo nel 205 elevò al rango di colonia e la ribattezzò col nome di Helvia Recina Pertinax, in onore del suo predecessore l'Imperatore Publio Elvio Pertinace.

Teatro Romano

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