Edificato in età augustea, presentava, nell'alzato del palcoscenico, abbondanti decorazioni realizzate nel 30 a.C. e posizionate in nicchie alternate di forma semicircolare e rettangolare. Le significative parti del fronte scena furono riesumate nel 1918 grazie agli scavi desiderati dallo storico ed archeologo Francesco Savini. Nel 1934 il podestà Giovanni Lucangeli avviò la demolizione delle strutture sorte su parte del Teatro romano, il cui isolamento e recupero era stato progettato dagli ingegneri Sigismondo Montani e Andrea Cardellini. Nel corso dei lavori si arrivò a distinguere il Teatro romano dal limitrofo Anfiteatro di cui parlavano il vescovo Ricci e Friedelander. Fino ad oggi è stato possibile riportare alla luce solo il tratto orientale del palcoscenico in quanto la zona circostante è edificata. Dal 2007 sono in corso i lavori per la demolizione di Palazzo Adamoli sito sopra all'area del teatro che porteranno alla luce un'ulteriore porzione del monumento simbolo della città di Teramo.
